Carmine Mangone è nato a Salerno nel 1967.
Critico dei movimenti radicali della contemporaneità, teppista, poeta degenere, idraulico mancato, ex apicoltore, aforista; ha tradotto in italiano autori come Lautréamont, Péret, Blanchot, Vaneigem, Mansour, Char, Bataille, Artaud, ecc.
Non scrive per professione, tuttavia non si ritiene per questo un dilettante. Vive, si profonde in entusiasmi, colleziona parossismi. Lascia però volentieri agli altri la parsimonia delle parole servili e il cattivo gusto di calarsi in un qualche ruolo. Detto questo, e pur facendo a meno di una causa, sa ancora cosa farsene di tutto l’amore e l’odio che stregano i suoi giorni.
La formula di Breton usata qui come titolo della pagina – l’interrogazione ironica che viene a farsi largo (e non solo nello “spazio letterario”) – dà il tono alla sua protervia po-etica e al desiderio di assediare i “luoghi comuni” al fine di ricrearli senza posa, senza padroni, con coloro che ama e che gli sanno restituire, in una sorta di potlatch carnale e di pensiero, l’incanto che nasce soltanto dall’unicità ancora possibile delle relazioni.
[Foto e interpolazione digitale: Donatella Vitiello.]

Benvenuto su wordpress Carmine.
Grazie, cara Ksenja. Lieto di ritrovarti qui.