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Un mio testo apparso su Metabox – sensibilità aumentata. I temi trattati nel breve articolo – il governo degli spazi, il movimento, il territorio, ecc. – verranno ripresi e approfonditi nei miei futuri contributi per il medesimo sito. La foto è di Andrea Ferrato.

 

Andrea-Ferrato

 

Aprire il territorio che si estende fra le nostre braccia. Andare oltre la nostra presa, i nostri oggetti, l’oggetto del nostro pensiero.
L’abbraccio non è un recinto. Non si recinge il movimento che è dentro l’intesa. Ogni corpo – ogni idea del corpo – nasce dall’affrontare le proprie aperture insieme all’Altro cercando di non chiudersi nei propri scambi d’intensità.
Opponendosi al carattere stanziale del pensiero, l’accoglienza non è inclusione, bensì affetto, comunanza, eventualità di un’unione che non si radica dentro un’idea fissa dell’unità, né tanto meno in apparati di domesticazione. L’accoglienza non è una politica, bensì un’erotica.

Nel film Ferro 3 del regista sud-coreano Kim Ki-duk, il protagonista maschile s’introduce di nascosto in case temporaneamente disabitate e le vive rispettando spazi e cose dei proprietari. Anzi, in molte delle abitazioni, egli si ritrova addirittura a lavare i panni degli assenti o a ripararne gli oggetti rotti. [Continua la lettura su METABOX].

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