Tag

, , , , ,

 

Dove sono incastonati gli occhi dell’albero?
In quale pietra si nasconde il sorriso della terra?
Che cosa sognano i semi portati dal vento?
Sulle ali della poiana, monta l’ambizione dell’aria.
Fra le tue mani, abita la primavera delle carezze.
È forse tardi per andare col mondo?
Ogni giorno, il desiderio costruisce una tana in cui morire,
mentre una giovane volpe mi urla dai quattro cantoni della bellezza.

Il singolo è l’innervamento delle sue relazioni col cosmo. Egli non è anarchico o autoritario in sé o per una fissazione della volontà. Sono le sue relazioni a rivelarsi, in contesti determinati, anarchiche o autoritarie.

Nessuna aspettativa, per cui nessuna delusione.

Avere le idee confuse, e spezzare le frasi andando a capo, non è ancora poesia.

Lettera al padre morto e che andrà ucciso.

«La macchina si adatta alla debolezza dell’uomo, per fare dell’uomo debole una macchina» (Karl Marx).

Esiste una crisi del pensiero, un punto in cui il pensiero possa giungere a condensarsi nella domanda definitiva?

 

 

Perché c’è qualcosa e non piuttosto niente? Perché se ci fosse solo il niente non ci porremmo una tale domanda. Anzi, non ci porremmo alcuna domanda.

Le parole mi aiutano a cercare un andamento, un battito, una chiarezza oltre natura. Frammenti per una tenerezza del pensiero.

Abbiamo privilegiato la successione temporale delle cose (e la loro programmazione, la loro permanenza) a scapito della prossimità, dell’adiacenza tra elementi poeticamente affini.

Oltrepassare la rappresentazione. Dire senza rappresentare, senza dialettica. Il che vuol dire: eliminare le inclusioni operate per mezzo della mediazione, della dialettica; scompaginare la narrazione e celebrare la caccia al frammento in un territorio dalla mappa infinitamente cangiante.

Ucciso o licenziato Dio, lo spirito della gravità viene infranto.

Il tornare sull’unicità di ogni vivente significa aprirsi all’Altro che occhieggia in noi condannandoci all’innocenza delle relazioni.
Là dove mette germogli la ricerca incessante della poesia comune (della “comune presenza”, direbbe Char), non può esserci dubbio impossibile.

 

Gennaio 2020. Opere visuali di Anna Malina.