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A ruota libera, e senza ruota di scorta, un viaggio tra lune più o meno storte, tentate tenerezze e alcuni autori che mi stregano da anni (Ghérasim Luca, Carl Einstein, Victor Cavallo, Benjamin Péret, ecc.). La foto è di Farah Willem.

 

 

(…) Allungare le mani e fare una carezza ad ogni possibile del mondo. Non è difficile. Non è gravoso. Basta solo staccarsi dalle proprie certezze senza farsi schiacciare dalla necessità. L’affetto non può diventare una necessità. I piccoli di cinciallegra spiccano il volo e non torneranno mai più al nido. Occorre scrollarsi di dosso i limiti del padre e della madre, uscire dai loro puerili ricatti sentimentali e disconoscerne ogni potere sui nostri migliori accanimenti. (…)
La poesia contemporanea – la poesia uscita dagli smacchi di Rimbaud e Lautréamont – non narra, non socializza, non indugia sui dati edipici che ci vengono trasmessi col verbo dei padri. Minando i confini del discorso, essa sormonta le rappresentazioni del mondo e fa riaffiorare le voci che son state sommerse storicamente dalle narrazioni sociali – o almeno tenta, viene tentata. (…)
Al giorno d’oggi, si tende a confondere la semplicità con l’infantilismo, lo zen con la stitichezza, la bellezza col decoro (…).

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