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25 settembre 2021 :: h. 19:30

Davide Galipò, Carmine Mangone
LA PRATICA POETICA
da Rimbaud alla rivolta

Santa Fede Liberata :: Napoli
via San Giovanni Maggiore Pignatelli n. 2

L’evento

Con Arthur Rimbaud, nella seconda metà dell’Ottocento, emerge e si afferma la constatazione che la poesia scritta non basti più, che essa cioè non sia sufficiente (e forse mai lo è stata) a dare un senso compiuto al divenire e alla vita quotidiana di uomini e donne.
Dopo il crollo dell’unità teologica del mondo feudale, e la conseguente frammentazione dei saperi, il pensiero del nulla – in modi diversi, ma non per questo affatto concatenati – invade le vite di borghesi e proletari. Ne nasce un paradosso storico: si cerca di colmare il vuoto esistenziale e la mancanza di senso col nichilismo, con l’istituzionalizzazione politica e culturale di un pensiero separato dal saper vivere.
In una tale prospettiva storica, cosa può la poesia? Che cosa diventa? In che modo può aiutarci a creare nuove comunanze e a combattere l’individualismo generalizzato? Quali strumenti deve darci per poter costruire un mondo umano-femminile capace di rintuzzare le smanie millenarie del potere? Anzi, più radicalmente, ha ancora senso la poesia comunemente intesa?
Carmine Mangone e Davide Galipò proveranno a infittire le domande, a rilegare alcune risposte e a dare degli stimoli che vadano al di là del momento letterario.
Mentre Mangone cercherà di sintetizzare un secolo e mezzo di tentativi poetici – Rimbaud, Lautréamont, i surrealisti, i situazionisti, ecc. –, cercando di concatenare poesia, teoria rivoluzionaria e pratiche sovversive, Davide Galipò ripercorrerà (non senza ironia) le tappe che inducono in errore molti dei cosiddetti poeti contemporanei, convinti, questi ultimi, che «la bellezza salverà il mondo», riprendendo così un vecchio adagio di Camus, il quale ricordava però che la bellezza, da sola, non fa le rivoluzioni e che arriva anche il momento in cui le dinamiche rivoluzionarie hanno bisogno della bellezza per non perire, per non essere tradite.
Gli autori proporranno inoltre alcuni testi tratti dalla propria opera. In particolare, Mangone presenterà una breve carrellata dei suoi trent’anni d’attività, mentre Galipò leggerà alcuni poemi inediti (“Ballano i cani”, “Ziyou”) insieme ad alcune poesie del suo libro “Istruzioni alla rivolta”.

Gli autori

Davide Galipò (Torino, 1991) porta in scena i suoi versi dal 2014. Nel 2015 pubblica la raccolta di poesie visive “ViCoL0 – Giornale in scatola inesistente”. Finalista al Premio Dubito con LeParole, nel 2017 suoi testi vengono inclusi in “Rivoluziono con la testa” (Agenzia X). Dirige «Neutopia – Rivista del Possibile». Nel 2020 pubblica l’EP “Madrigale” con gli Spellbinder. “Istruzioni alla rivolta” (Eretica Edizioni) è la sua prima raccolta di poesie.

Carmine Mangone (Salerno, 1967) è agitatore poetico, aforista e critico delle avanguardie del Novecento. Punk anarchico, mai pentito né dissociato, vive solitario (ma non isolato) tra le colline del Cilento. È autore, tra gli altri, di “Punk Anarchia Rumore” (Crac ediz., 2016), “L’insurrezione che è qui” (Gwynplaine, 2017) e “Vieni: tumulto, carezza” (stella*nera/Ab imis, 2019). Nel 2021 ha curato una nuova versione in italiano di “Una stagione all’inferno” di Arthur Rimbaud (Eretica ediz.). Ha tradotto inoltre Péret, Vaneigem, Lautréamont, Blanchot, Char, Bataille, Artaud e molti altri. Dal 1998 tiene letture e azioni poetiche in tutta Italia, ritrovandosi spesso a spalleggiare autori di rilevanza internazionale come Lawrence Ferlinghetti, John Giorno, Jack Hirschman o Alejandro Jodorowsky. Nel 2015 è stato tradotto e pubblicato anche in Francia.