Alcuni estratti da: C. Mangone, Post adventum veris, Il Convivio editore, 2024. Illustrazione di Dave McKean.
Riva è la parola ancora non scritta.
I fiumi sono lo stupore dell’acqua che accarezza il possibile insultando i canali di scolo del pensiero.
Fradici restano i bordi del cuore. L’intesa scorre.
*
La terra chiamò a raccolta il polline
e il polline si armò di tutta la rabbia dei fiori.
Poi ci fu un lungo silenzio.
Anche Dio tacque.
Soltanto la luce rise
mentre interrogavo il trifoglio.
*
Da alcuni giorni, facendo quel che faceva come se fosse sempre la prima volta, preparava un letto di domande alla notte che gli avrebbe sorriso senza posa.
Concedimi alla parola che amerà anche la morte. Tu puoi.
*
Il tuo corpo è la scrittura che non posso leggere, la materia toccante dell’impossibile, il panico bambino di tutte le luci che continuano a svestire il mio desiderio.
Una parola, se non è vinta dalla definizione corrente che la localizza, resta poeticamente un tentativo di addensamento di tutte le parole possibili dell’affetto.
Per gli entusiasmi che non si possono ancora dire, è bene non smetter mai di sanguinare.
Il tuo corpo è la parola che non puoi vietarmi. Almeno questo. Almeno un sussurro d’impossibile. Almeno un frammento di tenerezza sempre albeggiante su questa stronza eternità che non riuscirà mai a dirci del tutto.

sussurro d’impossibile che diventa possibile
Talvolta, quando riusciamo a dare una nuova concretezza al lato toccante del nostro pensiero e a fare di quest’ultimo un vettore di attenzioni e determinazioni, l’impossibile si riduce e ci ritroviamo a respirare con lo stesso ritmo del mondo.
momenti esaltanti