“Se questo si chiama amore, io non mi chiamo in alcun modo” – due poesie per Jan van Rijn

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[ Ho il piacere di presentare ai miei amici lettori la versione originale in italiano di due testi in versi donati all’artista olandese Jan van Rijn e inclusi da questi nel suo ultimo, lussuoso volume. Le poesie sono accompagnate dalle illustrazioni di Jan che le hanno ispirate. Buone lettura. P.S.: un grazie di cuore a Jan per avermi coinvolto in questa bella e “oscena” intrapresa. ]

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IN THE WOODS & ON THE HEATH
woods_cover_van-rijnA collection of 24 exceptional writers contributing 48 pieces of erotic prose and poetry, covering a variety of different perspectives on the subject, crossing the lines of straight, gay, lesbian, queer, fetish, high art, low brow, classic and contemporary. Moving away from the medieval design vocabulary of its predecessor, guided by the highlights of the turn of the century book illustration, you will find an extraordinary opulent collection of monochrome images, lush and sensuous, at times extremely ornamental, very detailed, ambiguous, explicit, tender, straight forward, vulnerable and bold – just ask the axis.

Black New-Linen, imprinted hardcover, offset printed dustjacket, 112 pages digital print on Munken Cream 150 gr/m², in a limited edition of 100 copies, 80 € plus shipping (to order the book > info@vanrijnallnudes.com)

Exclusive Authors:
Michael Ampersant – Carlos Atanes – Vanessa de Largie – Carmenica Diaz – Paulo Furtado Ina Gold – Gabriel Hart – Aoi Kotsuhiroi – Jiz Lee – Carmine Mangone – Camille MM – Nomi Ruiz – Annemarie Ryders Xochil A. Schütz – Ben John Smith – Annie Sprinkle – Ellen Stagg – Tarah Una – Shawna Virago

Backup contributions of:
Louis Aragon – Aleister Crowley – Paul Eluard – Ben Hecht – Horst Jansen


 

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Ho conosciuto donne che si nascondevano sotto il mio corpo nudo.
Lo facevano per addestrarsi a toccare il fuoco
o per infilare una mano fra le gambe di Dio senza la
necessità di citare Rimbaud.

Il disappunto che provai
quando non mi hai dato il culo
fu pari solo alla distanza tra l’insonnia del debitore e la
veglia dell’insorto.

Toccare, insinuare il rumore
dove non ha mai giocato la luce.

Il vivere è qualcosa di sfuggente,
di refrattario alle parole.
Si cerca di trattenere fra le dita l’acqua sincera dei corpi,
ma la trappola del sesso non funziona contro il destino.
Nel casino della Storia,
si dà in pura perdita l’ostensione del desiderio.
Inutili imboscate
ai danni della poesia
costruiscono gioie che non ingannano la materia.

26-27 marzo 2015

 

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Salvare il proprio amore dalla sventura di finire in un libro.
Lasciarlo libero di distruggerti.
Fortuna che io non ho avuto.

Il pensiero dell’amore è una prigione
e noi siamo gli ergastolani che si scopano l’un l’altro per
non ridere delle stelle costrette in un corpo.
La formula è sbagliata, ma si continua a scavare,
con le mani,
con la lingua.

Affondo il mio cazzo in te
e le parole muoiono.
Nulla di ciò che vive
è fatto per la pietra.
Se questo si chiama amore,
io non mi chiamo in alcun modo.

27-28 marzo 2015

 

 

 

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