Carmine Mangone, “Così perdutamente umani”, Nautilus, 2010

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>>> seconda tiratura: febbraio 2015 <<<



Così perdutamente umani è un libricino che raccoglie una nutrita manciata di aforismi “amorosi”. I frammenti che lo compongono, scritti tra l’ottobre del 2009 e i primi mesi del 2010, tratteggiano radicalmente l’affetto e la sua possibile valenza sovversiva all’interno della quotidianità (in origine, erano biglietti “poetici”, sms, frammenti di mail, ecc. indirizzati alla mia compagna dell’epoca).

In copertina, campeggia uno splendido lavoro del caro Marco Castagnetto, eseguito ad hoc su cartoncino e rielaborato poi in digitale.

La pubblicazione (10,5×15,5) ha 40 pagine ed esce senza copyright, né una vera distribuzione commerciale, per uno storico collettivo torinese del movimento libertario: la Nautilus autoproduzioni.

Si tenga quindi presente che la pubblicazione può essere reperita solo tramite me, la Nautilus o alcuni distributori “militanti” sparsi per la penisola, oppure nelle future e sempre più rare occasioni in cui terrò delle letture in giro per l’Italia.

Per maggiori info su modalità di pagamento e spedizione delle copie (Postepay, bonifici, dediche, cotillons, ecc.), vi invito a scrivermi, tramite il form sulla pagina Bookshoop o via mail: mangone.carmine@gmail.com.

Il costo della pubblicazione è di soli 3 [tre] euro a copia + un contributo fisso di due euro per ogni singola spedizione (che serve a coprire le spese).

Detto questo, invito tutti i miei amici e lettori a sostenere la Nautilus e ad acquistare una o più copie dell’opera. Grazie di cuore.



Accarezzare ogni eternità che porti il tuo nome (poesie per la potatura n. 4)

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ad Angela

 

26

Mi sorprendo ad accudire tutti i
cuccioli dell’intemperanza.
Casa
è dove il nostro sorriso non
tollera più padroni.

 

27

Questa vita è troppo comoda per la mente.
Perdo entusiasmi da
tutti i pensieri.
Devo tornare ai coltelli,
alle cortecce,
all’amicizia boreale delle pietre d’inciampo.
Non sanguino più al
cospetto dell’idea,
dell’amore.
Unica mia soluzione:
avere la poesia dalla parte del manico.

 

 

 

28

La morte che non ti farei,
il pensiero a perdifiato che ti donerei,
il corpo mio
pieno di corpi tuoi senza fine.

– Che farebbe lei, mio caro signore,
se fosse stregato da una galassia dagli occhi verdi?
Farei ciò che faccio:
accarezzare cortecce e
contare stelle fino a perdere ogni
parola, ogni speranza.

 

29

Unire i fuochi orfani e
negare la parsimonia.
Preparare un nido per i cuccioli della gioia
ed accarezzare ogni eternità che porti il tuo nome.

 


Laureana Cilento, 28 gennaio – 25 febbraio 2021. Illustrazioni: Frida Castelli.