Non ero quello giusto, quello vinto, quello prevedibile.
Le stelle vanno lasciate in pace. L’insondabile atarassia del cielo è roba buona solo per i pezzenti che ancora credono ai tramonti smerciabili di questo mondo in rovina.
Una mano tesa, una farfalla che annega nella ciotola dell’acqua, una potatura completamente sbagliata.
La vostra poesia farà la fine di Gaza.
La vostra poesia è una pozza di liquami.
La vostra poesia non merita alcuna cazzo d’origine.
[ Laureana Cilento, 2 luglio 2025. ]
Forte, potente, un pugno in faccia a chi la faccia l’ha nascosta da molto tempo in un tempo dove la peggio è di chi invece la faccia la mette e fa sentire la sua voce. Il tuo urlo di disperazione una saetta che sprigiona verità.
Buona domenica
Grazie, Achille. Le parole devono accarezzare teneramente o scuotere con determinazione e inclemenza. Poi, se dovessero fallire, e se noi dovessimo cadere un giorno con tutte le nostre parole, potremmo sempre specializzarci nell’urlo o impegnarci nella ricerca (definitiva?) di un nuovo vagito. Buona domenica a te.
Un pugno nello stomaco, seguito da un secchio d’acqua gelata in faccia—se ancora non basta.
Serena domenica! 🌷
Cara Frida, vista l’attuale temperie, ritengo che le parole debbano talvolta essere acconciate tra loro per acuminare gli spigoli del destino. A volte, se non senti male, non ti senti vivo e, soprattutto, finiresti per non sentire vivi i tuoi veri simili. (Grazie per il commento, buona domenica anche a te). P.S.: curiosamente, a 57 anni suonati, torno a scrivere poesiole molto simili a quelle che vergano quando ne avevo venti o poco più. Sono un adolescente senile, c’è poco da fare.
Caro Carmine, in questo mondo ipocrita e corrotto, credo che la parola sia una delle poche cose preziose che ci restano, quando viene usata con consapevolezza. E tu lo fai! Serena domenica 👏👏🌷
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Un testo disturbante e potente, che brucia l’idea stessa di “poesia pura”, te lo rubo per il Domenicale del prossimo 6 luglio
Caro Flavio, questo breve testo è la spia evidente di un fastidio che sento da tempo e che non ho alcuna intenzione di “zittire”. Credo dunque che potrebbero seguirne di analoghi, nelle prossime settimane. Chi vivrà leggerà.