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Alcuni brani dal commovente soggetto del film The Garden (1990) del regista inglese Derek Jarman, morto di AIDS nel 1994.



Voglio condividere con te
questa vanità.
Non riempire il silenzio con note false
e non tracciare rotte nel vuoto.
Voglio condividere il deserto
di questo fallimento.
Per te,
gli altri hanno creato un’autostrada,
corsie di sorpasso nei due sensi.
Io ti offro un viaggio
senza direzione,
fatto di incertezza e nessun lieto fine.
Allo svanire della luce
andrai in cerca di me stesso.
Molti erano i sentieri e le mete.

(…)

Me ne vado giù al fiume Giordano…

Quest’anno l’inverno non è arrivato:
Il sole è sorto rosso-sangue.
Mosche volavano a sciami
alla fine di carnevale.
Il rosmarino ha messo i fiori.
Le uova son marcite nei gusci.
Il cielo ha trapassato e squarciato la terra,
nuda, non più al riparo.
Le stagioni sono cambiate.
Gli uomini hanno scavato per nascondere
i loro veleni infami.
Per un milione d’anni
trentamila generazioni mai nate.
Incatenate al ricordo di re criminali.
I segretari dell’energia
che oliavano gli ingranaggi dell’ipoteca
con mani oppressive e influenti.

Cammino in questo giardino
tenendo le mani ad amici defunti.
La vecchiaia è giunta in fretta
per la mia generazione, bruciata dal gelo.
Freddo, freddo, freddo.
Morirono così silenziosamente.
Ha urlato, la generazione dimenticata?
O se n’è andata, colma di rassegnazione
dichiarandosi innocente sottovoce?

Freddo, freddo, freddo.
Morirono così silenziosamente.
Non ho parole.
La mia mano tremante
non sa esprimere la rabbia.
Ho soltanto tristezza, non parole.
Freddo, freddo, freddo.
Siete morti così silenziosamente.
Le mani congiunte alle 4 di mattino.
Giù, sotto la città,
continuavate a dormire.
Non udiste mai
il dolce canto della carne.
Freddo, freddo, freddo.
Morirono così silenziosamente.
Matteo inculò Marco che inculò Luca che inculò Giovanni.
Distesi su questo mio stesso letto.
Che le nostre dita tornino a toccarsi
mentre stiamo cantando.
Freddo, freddo, freddo.
Moriamo così in silenzio.
Oh miei garofani, rose, violette,
dolce giardino dei piaceri svaniti.
Per favore, torna il prossimo anno!
Freddo, freddo, freddo.
Muoio così silenziosamente.
Buonanotte ragazzi,
buonanotte Johnny.
Buonanotte.



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