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Arkady Shaikhet, 1942, Partisan Girl




Come se fosse scritta, bellamente,
una soglia ad ogni parlare, ad ogni intesa,

tra il desiderio – traslucido –
che disegna i corpi amati-amanti,
e questa presenza,
questo commiato dal terrain vague di un Io stolido, invaghito di sé.

Come se a tentare la vita fosse un crescere sul bordo,
nell’interstizio tra le parole,
in seguito all’inseminazione di un dubbio.

Esercito l’assenza d’articolazione del discorso quando
balbetto la mia carne inerziale.
Il dono è fuori, il dono è al di là di ogni virgola,
ed è atroce, perché possiede il rilancio,
la molla che ride nell’estensione stessa di me e te e
di tutto quel che giunga a varcare la soglia.
Lode della parola in vicinanza.
In un continuo sorridere alla parola successiva e
al colpo di maglio che la realizzerà.

Pomeriggio del 19 giugno 2013, h 16.30-17. La foto è di Arkady Shaikhet (Giovane partigiana, 1942).



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