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mary-low-1912-2007-a-juan-brea-1905-1941Se si ha paura di scadere nella retorica o in frasi fatte, quando si parla d’amore, è perché la nostra cultura finisce sempre, attraverso i suoi meccanismi “prosaici”, per farci rischiare o per imporci il patetico, lo sdilinquimento, il ridicolo, quando in realtà, questi stessi caratteri, non fanno altro che smascherare la “falsa coscienza” della società al cospetto dell’amore.
La parabola affettiva della coppia formata dal cubano Juan Breá e dall’inglese Mary Low, è uno di quei casi in cui è davvero difficile evitare i luoghi comuni sulla passione amorosa.
Militante trotskista e membro del Gruppo H, un gruppo di poeti dell’avanguardia cubana, Breá deve lasciare l’Avana nel 1933 per evitare il carcere e ripara a Parigi, dove in ottobre conosce Mary. È un vero e proprio colpo di fulmine: i due, da quel momento, non si separeranno più.
Dal 1933 al 1941 (anno in cui Breá muore prematuramente di tetano), la coppia compie numerosi viaggi in giro per l’Europa: nel 1934 sono in Austria, l’anno seguente in Romania, poi tornano in Francia, dove si avvicinano al gruppo surrealista; s’installano successivamente a Bruxelles, dove fanno la conoscenza di Magritte e Mesens, e nell’agosto del 1936 partono entrambi per la Spagna che è in lotta contro i generali golpisti. La coppia milita alcuni mesi tra le fila del POUM (il piccolo partito comunista anti-stalinista) – dove incrocia il poeta surrealista Benjamin Péret –, ma in dicembre decide di lasciare il paese per scampare alla repressione che stava per abbattersi sui rivoluzionari con la sopravvenuta ingerenza dell’Unione Sovietica.
low-breaDi ritorno a Parigi, decidono quindi di recarsi in Cecoslovacchia. Dopo 18 mesi di permanenza a Praga, i due riescono fortunosamente a farsi rilasciare un visto dalle autorità tedesche (i nazisti avevano frattanto invaso il paese) e riparano di nuovo in Francia. Da qui, si spostano in Inghilterra, dove s’imbarcano infine alla volta di Cuba.
Con la morte all’Avana di Juan Breá, si rompe un sodalizio amoroso, poetico e “militante” che era stato temprato dalle intense esperienze europee. Una poesia di azioni, gesti e coinvolgimenti affettivi viene così a spezzarsi inopinatamente. Mary Low tenta il suicidio, ma sostenuta da amici e compagni riesce alla fine a superare il dolore.
Degna testimonianza della loro attività poetica e rivoluzionaria, restano le liriche surrealiste di La Saison des flûtes – libretto di una quarantina di pagine pubblicato a Praga nel 1939 [Riedizione anastatica: Arabie sur Seine, Paris, 1987] –, come pure il resoconto dell’esperienza spagnola e del loro successivo soggiorno praghese [Mary Low/Juan Breá, Red Spanish Notebook, London, 1937. Riedito da City Lights Book, San Francisco, 1979. Traduz. francese: Carnets de la guerre d’Espagne, Paris, Éditions Verticales, 1997.]. Mary Low si trasferirà infine negli Stati Uniti, dove morirà nel 2007. [Carmine Mangone – nota del 2011]

 

*

Mary Low
Il guardaroba della perfetta innamorata

Garde-robe pour parfaite amoureuse. Tratta da La Saison des flûtes (1939).

La mia tristezza è un istante vuoto caduto
tra il pomeriggio e la luna.
La morte la spia impaziente
come una barca a gonfie ali
a volo d’uccello, vista d’occhio, volo-di-notte,
maschera di lotta.

Io amo le belle sere in fondo al giardino
quando i miei capelli spariscono nel colore del vento;
tra il fumo delle sigarette e la rugiada
si possono vedere i seni-lucenti che s’accendono.

Intervallo.
(– Danza delle Guardie-Campestri
seguita da un duetto per corno e carriola –.)

Allegro Vivace: Madame Sabine Bréguet,
Quai des Célestins,
acquista in fretta e furia ogni contegno per un letto
appartenuto a belle signore
più volte vergini*.
Nel primo cassetto ci si metterà
trenta camicie ripiegate
pantaloni a sorpresa
cetrioli, coniugi, due belle mele e un fucile.

Nel momento cruciale si aggiungerà una terza gamba
coscia muscolosa, movimento di serpente e di rondine
– non temete per i vostri cilindri –
così come una base d’appoggio.
Guardate in vetrina il nostro nuovo articolo
smalto e peluche azzurro-cielo:
è per il matrimonio di Monsignore il Cardinale Verdier
stile “immacolata concezione”, gran lusso.

La storia sarà accompagnata
come sempre dalla solita musica:
l’amore coi guanti e gli uomini in cenere.

– A questo punto, si apre un secondo sipario. Una voce sgraziata riga il soffitto. È la voce di un negro che appare fra le trombe e ripete all’infinito senza stancarsi:

Apri l’anello
apri l’anello
apri l’anello
vi passerò attraverso
in sordina
pipistrello
cavatappi
cervo-volante
e sciabola della voluttà integrale.

Stupro ammesso a metà prezzo [Nota dell’autrice].

 

*

Juan Breá
Regali di Natale

Cadeaux de Noël, da La Saison des flûtes (1939).

Racchetta da tennis
note di serenata
bassorilievo di chitarra.
La tua figura si scioglie
in un frastuono di anelli d’argento.

Serpente domestico
erudito al punto tale da saper scrivere il proprio nome
con la mano sinistra –
ma tutti i serpenti sono mancini.

La via regale del tuo corpo
è tinteggiata di bemolli
di svolte
di vivaci bestemmie.
Il tuo corpo grida il buongiorno dalle sue strade.

Per ogni granello di bacio sparso
alleluia e canneti
sorgono ai bordi del tuo cuore.
Come un poeta gitano
ciò che soffre ti fa nascere
per ogni dove dalle spine dal cavolfiore –
tutto ciò che succede ti fa del male:
il fiume – stradina senza passanti –
le luci che brillano per l’ultima volta,
quest’onda che muore in alto mare,
fumo,
uccelli,
un vecchio appuntamento –
tutto ti fa male
fino a stringerti l’anima e il culo.

*

Mary Low
Incontro

Rencontre. Tratta da L’Alquimia del Recuerdo (1946). Versione francese in: Mary Low, Sans retour, Syllepse, Paris, 2000.

Dacché ti conosco,
provo la gioia intima delle forbici;
amo i gatti e la noce moscata,
le lacrime di una musica folle nella notte,
il sospiro del fuoco tra le ceneri.

Dacché ti conosco,
lo scudiscio sa il mio nome,
le scale e le rose portano speroni;
le palme chinano le loro chiome
per mirarmi in tutti gli specchi.
L’alba mi apre alla sua ferita
col suono di un flauto
che mi lacera il cuore.

Io mi sento come l’omega:
colma di seta tiepida
infinita e assente.

Traduzione di C. Mangone. Nelle foto (dall’alto in basso): M. Low e J. Breá nel giorno delle loro nozze; la copertina della prima edizione di La Saison des flûtes; Olga Loeillet e Mary Low a Barcellona nel 1936.

Olga-Loeillet-e-Mary-Low-Barcellona-1936

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