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Taiwan Dance

 

Sottraendo poesia alla necessità, mi apro alla morte dell’impossibile, alla compiutezza, all’innocenza senza limiti di un ordine folgorante e senza padroni.
(Non dovrei mai dimenticare che il corpo da cui emerge la mia presenza – questo coacervo di tensioni, addensamenti e pretese della materia – è una manifestazione del cosmo assolutamente irriducibile e senz’alcuna necessità).
L’amore non è uno scopo. L’amore è l’attraversamento comune di un territorio, vale a dire: un accordare corpi, un creare adiacenze tra di essi, un andare insieme per appassionare i luoghi, e tutto questo con tenerezza, con discernimento, perché senza tenerezza resteremmo schiavi dei rapporti di forza, mentre privi di discernimento finiremmo per appassionarci solo ai romanticismi deleteri o alle loro negazioni idealistiche.
Il discernimento, a sua volta, si pone come flusso di scelte, di determinazioni, in una concordanza delle nostre rispettive prese di posizione, dove ogni scelta – ogni nostra risolutezza – può essere vista come un picco di quel particolare movimento critico che ci rende l’un l’altro amorosi riducendo al minimo possibile le separazioni naturali e sociali tra i viventi.
(Mai provare vergogna a rapportarsi coi limiti che gli altri ci manifestano quando s’imbattono nelle nostre contraddizioni. Dobbiamo sempre un grande rispetto alle mancanze della morte e al nostro saperle assumere con gioia).
Mettere in comune le solitudini e ucciderle. Uscire dalle righe. Fare cerchio, fare branco. Inseminare la morte per raccogliere ogni possibile. Nei limiti commoventi del sorriso: intere supernovae.

 

6-7 novembre 2018. Foto: Legend Lin Dance Theatre (Taiwan).

 

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