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comunizzazione erotica, insurrezione erotica, lucciole, poesia erotica, pompini e vecchi merletti, pornohegelismi
Composizione in versi che costituisce la quarta sezione del mio: Il corpo esteso del possibile, Ab imis, 2026, ebook gratuito. Foto presa dal web (non c’entra molto, ma mi piaceva).
Da ieri
son tornate le lucciole.
Pure quest’anno
una cosmogonia piccola-piccola punteggia il buio e
mi spoglia la mente.
Se un corpo nudo
rimanda alla vaghezza d’un paradiso ormai brullo e
del quale non conosciamo che i vicoli ciechi e mai la permanenza,
le tue labbra
sono la soglia che invita i lampi delle mie parole in
quell’erta voglia
d’un significante che possa fottere ogni posa inconcludente.
Le labbra di sopra,
le labbra di sotto,
la bocca di lei che voglio intorno al mio cazzo,
intorno al pollone d’un pensiero di carne che ascenda ai suoi occhi.
Concezione di cresima, ruscello esondato,
uccello di saliva all’incontro d’un mondo sguarnito, irredento,
lei sa, unisce mondi
e non ammette che uno sporco silenzio possa vibrare sotto le cose.
Mi piacerebbe chiavarla
senza fare ombra ai suoi occhi.
(La scrittura è il terzo incomodo,
il cornuto significante che occhieggia tra le lingue bene-dicenti.)
Shh!
Farei a pezzi gran parte del mondo
per un tuo pompino di concetti.
