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Il poeta francese fece parte del gruppo surrealista parigino dal dicembre del 1929 alla metà del 1934. Una chiara presa di distanza avverrà con una lettera aperta indirizzata a Benjamin Péret e resa pubblica dallo stesso Char nel dicembre 1935 (tornerò prima o poi sull’affaire Char-Péret fornendo la prima traduzione italiana del documento in questione). Qui di seguito due testi poetici del periodo surrealista di René Char.



VERITA’ CONTINUA

Il novatore della crepa
Tira la corda del tumulto

Si misura la profondità
Dai contorni d’emozione della coscia

Il sangue muto e liberatore
Ruota le lancette al contrario
Risale l’amore senza leggerlo.

“Vérité continue“. Poesia tratta da Arsenal (1929); cfr. René Char, Œuvres complètes, Paris, Gallimard, 1983, p. 7.


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IL CLIMA DI CACCIA O IL COMPIMENTO DELLA POESIA

Il mio puro singhiozzo seguito dal suo veleno: il cervello del mio amore corteggiato da cocci di bottiglia.

Ah! che nella casa dell’eclissi, colei che domina, ritirandosi, faccia l’oscurità. Si finirà certo per tenere la direzione presa da alcune tempeste fra le rapide del crepuscolo.

Nell’amore, c’è ancora l’immobilità, questo sesso enorme.

A tarda notte siamo andati a raccogliere i frutti indispensabili ai miei pensieri di morte: i fichi viola.

Le arcaiche carcasse dei cavalli a forma di vasca da bagno passano e sfumano. Solo la classe del concime parla e rassicura.

Quando starò via a lungo in un mondo senza volto, tutti gli agî del vapore al capezzale del grande arancio.

Nella mia tisi terminale, appare una ragazza dalla foggia d’amanita, sgozza un gallo, poi cade in un sonno letargico, mentre ad alcuni metri dal suo letto scorre un intero fiume coi suoi pericoli. Ambasciata in esilio.

Difesa dell’amore violenza
Asfissia istante del diamante
Paralisi dolcezza errante.

Le climat de chasse ou l’accomplissement de la poésie. Poesia tratta da L’action de la justice est éteinte (1931); cfr. ibidem, p. 28.


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