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Ignatius Widiapradja - Entanglement


Carmine: Elenco d’incitamenti che si rintana sotto la lingua.
Come forme prive d’ogni formalità.
Questa cosa, questa consistenza senza gravità, non si chiama in alcun modo. Vige, respira.
Si potrebbe dire che è l’aria tra le parole. Ma anche no.
Esser qui senza nulla da dire e sentirmi a casa.
In un affetto della presenza. Del presentire. Non del presente che ci rincorre invano.

Donatella: Il vuoto che mi divora quando mi pongo di fronte all’amore – di fronte a cosa poi? In faccia a questo volto che si sfoglia al pensiero.
L’idea di comporne un discorso, mi riesce piuttosto nauseante. Lo faccio per te, perché tu abbia una corda di parole con cui strozzare le tue incongruenze.
Riconosco la tensione, mi preparo al tiro. Spesso si risolve in una sfilacciatura della mia presenza, una cascata leggera, qualcosa di ridicolo e già sentito con cui incorniciarmi l’inguine, rendermi presentabile agli occhi dell’amante in potenza che tu incarni ogni giorno.
Il fatto è che la poesia mi stanca, la ricerca mi distrugge, le tracce che dispongono concetti mi annoiano. Io non sono fatta per la scrittura, ma per in-scrivermi in ogni scrittura possibile. Per una strana ragione che qui mi pongo di indagare, con quest’inspiegabile ostinazione, vorrei farlo con te.


Carmine Mangone + Donatella Vitiello, dicembre 2011. L’illustrazione del post è un’opera di Ignatius Widiapradja (“Entanglement”).



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