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Georges Ribemont-Dessaignes (1884-1974) è stato uno scrittore e artista francese, molto attivo nel movimento dadaista parigino dei primi anni Venti.
La poesia che qui vi propongo è stata pubblicata originariamente sul n. 1 della rivista surrealista indipendente Le Grand Jeu (estate 1928).

 

L’occhio della ragione
Si rovescia balla un valzer
E il segno fra le gambe delle donne
Si apre
Per i fiori d’oro della giustizia.
Il budello di stagno tenero
Muove sentimenti liquidi,
Espelle baci
Sulle mani calde dalle unghie annerite
Per la notte.
La nuca dà riparo
Ai topi che si nutrono di sudore e ai topi d’acqua delle lacrime
Già verde-marcio.
Le dita di Dio sui fianchi
E i denti della rivolta
Sono ai due estremi dell’odio;
Tra i due, i seni bevono allo zodiaco
Con facilità
Il respiro dei vecchi ricordi crepati
Su due cosce morte e fredde.
Se su questo campo senz’aurora
Rinasce il sole
E svapora
L’umidità della notte,
Radici di stelle,
Sirene nude,
È grazie all’elica della lingua
Che farete spuntare la verità vestita
Dalla bocca fontana
Del prossimo giorno.



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