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Frammento batailliano tratto da L’Orestie (Les Éditions des Quatre Vents, Parigi, 1945), opera confluita poi in L’Impossible.
L’Orestiade (o, più correttamente, Orestea) è la famosa trilogia di Eschilo, tradotta in italiano anche da Pasolini; ma qui Bataille si riferisce, in realtà, ad una figura della mitologia greca: l’oreade (Ὀρεάδες), detta anche orestiade (Όρεστιάδες), ninfa dei monti e delle valli.
[N.B.: ho preferito tradurre “chance” con “fortuna”, ovviamente nel senso di “sorte”, di estrema “possibilità” legata al destino, salvaguardando così tutte le risonanze del termine originale.]
La foto, senza titolo, è di Hans Bellmer, e fa parte degli studi preparatori, risalenti al 1946, per il suo lavoro d’illustrazione del romanzo L’Historie de l’oeil di Bataille.



Orestiade
rugiada del cielo
cornamusa della vita

notte di ragni
d’innumerevoli ossessioni
inesorabile gioco di lacrime
oh sole nel mio seno lunga spada della morte

riposati lungo le mie ossa
riposati tu sei il lampo
riposati vipera
riposati mio cuore

i fiumi dell’amore s’arrossano di sangue
i venti hanno arruffato i miei capelli d’assassino

Fortuna oh pallida dea
riso del lampo
sole invisibile
tonante nel cuore
fortuna nuda

fortuna dalle lunghe calze bianche
fortuna in camicia di pizzo



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