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Il caro Emidio Paolucci, poeta autodidatta ed espropriatore, sta scontando una pesante condanna nel carcere di Pescara. Scrivetegli e inviategli dei libri (possibilmente senza usare la tariffa pacchi, grazie): Emidio Paolucci, Casa Circondariale, via San Donato n. 2, 65129 Pescara.
Evito qui di aggiungere fastidiosi cappelli introduttivi alle sue parole; a mio avviso, esse già dicono l’essenziale. Nella foto: un vessillo anarchico sventola da una finestra del carcere milanese di San Vittore, mentre per strada si svolge una manifestazione di solidarietà degli anarchici detenuti in attesa di giudizio per attentati dinamitardi (20 marzo 1971).

SanVittoreanarchici

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Presentarmi non è facile, la mia vita, le mie scelte sono state spesso e volentieri fraintese, ma si sa, la gente “perbene” non ama strade differenti dalla sua; posso dire che molte delle cose che si dicono di me, non sono credibili, anche se quello che faccio ha dell’incredibile. La poesia l’ho scoperta tra queste mura. Perdere la libertà ed iniziare a scrivere è stato, ed è, una sorta d’esorcismo a questa miseria quotidiana a cui si è costretti qui dentro. Sono nato l’8 aprile del 1967; dove, non l’ho scelto io, per cui sono fuori da ogni sorta di amor patrio e stronzate varie, quello che spero è di poter scegliere il posto e il modo come morire, anche se i boia sembrano intenzionati a farmi crepare qui, ma io resisto con la consapevolezza che la storia (la mia) mi darà ragione. Non mi sento un poeta e non ho la pretesa di esserlo, amo definirmi (se mi è concesso) un fuorilegge prestato alla poesia. Ho vissuto fuori dalla legge degli uomini, legge fatta per reprimere e assoggettare altri uomini. Cerco di non abituarmi e meno ancora di rassegnarmi a tutto questo, pur ritrovandomi con una condanna a 30 anni. Non è facile, non è facile per niente ritrovarsi così, essendo innocente, per una condanna a 21 anni dei 30 complessivi. Attraverso la poesia percorro un mondo che è dentro di me, ogni giorno lo percorro fino a consumarlo, consumandomi. Mi consumerò come tutti, fino ad esaurire la materia di cui tutti siamo fatti, ma quel che voglio è poter consumarmi lasciando un sorriso, anche se dovesse essere nell’ultimo giorno di vita. Un sorriso, uno di quelli che sottolineano la riuscita dell’ultimo colpo della mia vita [Emidio Paolucci, novembre 2012].

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IL PESO DELLA PAZZIA
Non ho mai guardato così tanto il cielo
come mi succede in questo maledetto carcere.
Lo sguardo lo puoi liberare
distogliere
solo guardando il cielo
e così
ci si ritrova a guardare un cazzo di cielo insignificante
grigio
mentre i piccioni a terra
divorano pane raffermo
anche tra di loro c’è qualche prepotente che
non lascia mangiare gli altri
c’è sempre qualche stronzo sotto il cielo
e nient’altro sopra di esso.
Guardo il cielo
oggi è uno schifo
riesco a sopravvivere
ci riesco solo grazie alla mia lucida pazzia.
I boia non mollano
ogni giorno si danno il cambio
mentre io resisto
c’è sempre qualche stronzo sotto il cielo
9 e 22
ed io resisto già da un po’
sotto questo cielo schifoso
in questo mondo di merda
in questa vita invivibile
resisto
grazie alla mia onesta e lucida
pazzia.


*


NATICHE
Tutto normale.
Ho capito forse che
non bisogna lambiccarsi il cervello per dire come —-
stanno le cose.
Oggi ho visto un bel culo ma
non mi è venuta nessuna fantasia.
Starò diventando vecchio?
No
non credo
è che sono cose già viste
già fatte
già provate.
Sto diventando esigente
sto diventando intransigente
inclemente
non mi lascio più strapazzare…
Sorseggio l’ottavo caffè
accendo la dodicesima sigaretta
sono le 10 e 20 di un mattino tiepido.
Sì ho visto un bel culo
potete starne certi
ma per il resto niente
niente che abbia smosso sensi e fantasia
era un bel culo che
fa quello che fa ogni culo


*


RICORDI SULL’UNGHIA
Dovrei tagliare le unghie delle mani
Quelle dei piedi quando le tagliavo
Le mangiavano i gatti di nascosto
Quando tu suonavi il mandolino.
Quel divano è marcito sotto l’acqua
D’estate
Resistono solo quella specie di ripiani comprati —-
      In un fai-da-te.
Non sono mai stato bravo col fai-da-te
Non ho mai avuto un hobby.
Penso
E credo di aver lasciato tutto e niente.
Chissà perché quando piove mi ricordo di —-
      Tante cose
Chissà…

Dovrei tagliare le unghie delle mani.

*

GOOD MORNING!
Raccolgo i pensieri di due giorni
due giorni che valgono meno di uno
due che forse riassumono il significato della felicità.
È triste rendersi conto di quel che sarebbe potuto essere.
Le mutande sono asciutte
sono di un colore che nella mia mente presumono scaramanzia
ma io è da tempo che ho smesso di credere a queste cose
è un po’ di tempo che ho smesso di fare tante cose
è un po’ di tempo che ho smesso…
Mi restano questi mattini silenziosi
al mattino mi riesce meglio vivere
il mattino ha il favore del mistero.
Ieri hai sciolto i miei pensieri
ogni cosa è stata inutile.
Questa mattina ci riprovo
lo faccio senza entusiasmo
e dire che sei stato l’ultimo sogno tra tanti che non ricordo.
Non so che fare…
Prendo un libro di poesie
non ho mai letto troppe poesie
mi viene in mente un numero – una data
cerco tra le pagine e leggo le prime tre righe:
“Piscio nel water
i secoli mi sfrecciano
accanto.”

è questa la poesia.

*

AFORISMI
Qualsiasi sconfitta, qualsiasi insuccesso è sempre meno terribile del fatto di non averci provato.

Vivere incarcerato mi porta via una notevole quantità di tempo che mi preclude il resto della giornata.

Siediti in riva al fiume e aspetta che passi il cadavere del tuo nemico. Se vedi che ritarda sai dove abita.

Le pretese altrui dipendono dalle nostre debolezze.

A me non importa la vittoria di una classe, sia pur la più povera, a me interessa l’abolizione di tutte le classi.

Le virtù è più facile apprezzarle che praticarle, i vizi è piu facile praticarli che apprezzarli.

La differenza tra un uomo e un vigliacco è che il primo resta tale anche nella tragedia.

L’ozio è libertà individuale, il lavoro è schiavitù collettiva, umana.

Morirò lasciandomi dietro una vita indecifrabile ai più. Chi continuerà a giudicarmi anche da morto, nel bene e nel male, non sarà meno volgare e vigliacco di chi mi ha giudicato da vivo nei tribunali infami dell’uomo.

Giudici e forze dell’ordine non hanno una buona opinione di me, io invece ho una pessima opinione di loro.

Quando un uomo supera il confine di dignità allo scopo di personalissimi fini, cessa di essere uomo per restare un potenziale vigliacco in attesa di occasione.

Invertire e ribaltare i valori comuni è l’unico atto rivoluzionario, è l’atto più duro di libertà.

In questo tempo assurdo, la dignità è diventata negoziabile, ed essere uomini è sempre più raro.

Quale processo mentale ci porta a pensare a chi sta peggio quando stiamo male e a chi sta meglio quando stiamo bene?

La volontà punitiva parte dal credere che il carcere è degli altri, in questo risiede la sua forza e la capacità di legittimazione.

Su tutto ciò a cui mi avete educato pongo il mio nulla.

La civetteria è un coito non garantito.

I saggi spesso sono troppo saggi per essere intelligenti.

L’idealista sogna la vita, il cinico la vive.

Le piccole sofferenze sono loquaci, le grandi mai.




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