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[ 28 maggio 2014 :: recensione di Massimo Argo su In Your Eye Ezine ]

 

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Carmine Mangone, Quest’amante che si chiama verità. Microinsurrezioni, illustrato da Marco Castagnetto, Gwynplaine, Camerano (AN) 2014, 120 pp., brossura, euro 10, ISBN 978-88-95574-44-8.

 

 

Il volume è composto da quattro sezioni:
1) Quest’amante che si chiama verità (testo essenziale dell’opera, che piacerà molto agli amanti della carnalità più “spinta”);
2) Microinsurrezioni. Glosse a “Quest’amante…” (note che collegano le mie “illazioni” amorose a ciò che son venuto sviluppando teoricamente negli ultimi due anni);
3) Nell’improvvisa folata, il tutto, la gioia (corpus di frammenti dall’andamento quasi epistolare, dove la carnalità della prima parte diventa tenerezza e decisione);
4) Tutto il nero che trabocca (raccolta di aforismi e brevi poesie “anarco-erotiche”, risalente al 2010 e rimasta finora quasi totalmente inedita; sarabanda gioiosa, giocosa, senza freni morali né remore stilistiche).

Il libro è illustrato dall’artista torinese (e amico carissimo) Marco Castagnetto, che qui ringrazio per lo splendido regalo. Oltre alla copertina, gli interni contengono sette illustrazioni in b/n: percorso icastico ed ironico attraverso i luoghi comuni di un certo immaginario erotico contemporaneo.

Chi volesse acquistare il volume direttamente da me (così mi pago qualche bolletta…), può contattarmi via mail al seguente indirizzo: mangone.carmine@gmail.com o compilando il form alla pagina Bookshop (pagamenti anticipati con bonifico su IBAN, ricarica Postepay, postagiro, ecc., e con un contributo fisso per le spese postali di due euro. Nel caso di più copie, applicherò volentieri uno sconto e/o un abbuono delle spese postali).

Il libro è comunque richiedibile in ogni libreria (la distribuzione è curata dalla NdA), oppure acquistabile su tutti i maggiori stores online, tra i quali: <IBS>  <NdA>  <Amazon>  <laFeltrinelli> <inMondadori>

Tengo qui a ringraziare Donatella Vitiello, dedicataria dell’opera, senza la cui diuturna e viva intelligenza questo libro non avrebbe mai visto la luce, né avrebbe di certo assunto, ai miei occhi, una sua necessità.
Un grazie, infine, va agli amici delle edizioni Gwynplaine, per la fiducia quasi illimitata e il sincero affetto che mi accordano da svariati anni a questa parte. Auguro loro di proseguire ancora a lungo, e con risultati sempre più confortanti, la bella e coraggiosa attività editoriale che ormai li contraddistingue.

P.S.: alcuni dei testi confluiti in Quest’amante che si chiama verità sono già apparsi su questo blog, spesso in una veste leggermente diversa, ma (per ovvie ragioni) senza la tendenziale unitarietà che presentano nel libro.



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