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[ Testi apparsi sulla rivista: il pesa-nervi, n. 3, anno III, luglio 2000, edizioni City Lights Italia, Firenze, pp. 8-9. Illustrazioni prese dal web e dal mio archivio di mail art. ]

Donna-con-piccone

*

in poesia come altrove
non esistono atti dovuti
le moire annasperebbero se
avessi silenzio
il filare
lento del sangue
nella costretta via metabolica
discrimina concetti
purché cuore e cuore s’abbia per
versare l’altrimenti bava

in contrizione il borghese tempo
come annaspante cosa idiotozoica
ferisce e non capisce
l’ottuso mio avvedimento

non in demos
de inculcata crisi
l’astigmatica ferocia
di chi imperversa
nel corpo suo

dotarsi di un senso singolare del
destino
e farsi ponte
farsi fiume
darsi mare

*

c’è qualcosa
nella vita di alcuni
che non è solubile nel
disprezzo

campi di girasole
verbo sminuzzato
lampi
sillabario d’una notte

e tu
sollevi casi
e imponi arie così lievi
nei giorni morti
tra gente morta
col tono di sfida
del mentre che si vive
*

semmai vite
possano toccarsi
in coaguli di tempo

vedere l’oltranza
accadersi
essere fuori luogo un
po’ dovunque
ma non in questa vita

*

gli alberi morti
le lune incidentali
pecore bianche o nere
pecore sempre
all’orizzonte il
carcinoma luminoso delle città
la mancanza del buio
rende patetica la notte

*

la via che conduce alla fine dei
giorni è una spirale che
attraversa il corpo
consultate il dizionario alla
voce spirale

l’insetto vagava tra i pezzi degli scacchi
srotolando sulle caselle il
suo piccolo intestino

*

ho morso il frutto della poesia
e mi sono spezzato i denti

non le cercai nel fuoco
le risposte
non le cercai abbastanza

 

CERVELLO

*

come si può d’assurdo
fare arte?

La parola non scritta è stata per
anni uno dei luoghi del
mio amore
saggiarne il destino ho
potuto e stabilirmi
nel mondo

in essere o in furore
memoria contro storia
ho voluto

*

non diventerò mai come un
paralitico a cui restano solo le parole
per muoversi

stesso verbo : stesso sangue : siete natura
morta : babele assediata : irrimediabile freddo

esposti alla parola
e all’erotica minore del concetto
in cartesiano et nefando crimine

*

dire ferocemente l’urgenza
la voglia di sanguinare sul mondo
la voglia quantica
ambizione del corpo nel
fare e disfare
con un senso comico del destino
o una quasi costernazione
tripudio dei nervi fin dentro la necessità
esigenza
albero di nave
costumanze severe
essendo mai nati
o ancora non proni
al triste smercio dell’altrimenti

*

africa-sabbia
di corpo localizzato
ha uno strano colore il mare da
queste parti
il golfo di aden
aperto come la vita
gli otto chili d’oro nella
cintura e qui
ai confini del corpo
la faccia che porto non è più la mia

*

esposto il mio corpo
in glomero venexian
manifesto la parola
dell’amore sempreverde
invano minato dall’assoluto
smacco che su di essa
incombe

*

leccare le tue lacrime
fottersi
lasciare che tutto sia notte

chiuso il libro
la tempesta agisce

 

coalesced.photography2

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