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Ad Angela


Se strofino le mie parole contro il tuo corpo, ottengo il destino della poesia.

Speranza, per me, è dirti una frase di sesso compiuto.

Colui che non ha mai vissuto il lusso dei corpi non riconosce la gioia, quindi non sa nulla d’essenziale.

Che rumore fanno le radici? Quale costernazione si presenta ad ogni nostra nascita? In che modo strepita l’amore?

Si vince sempre un sogno a portarsi dietro la notte.

Lasciare il sonno e cercare un risveglio. Maneggiare la moka come se fosse un destino. Pensare a te. Pensare agli errori che non torneranno. Aprire alla gatta nottambula e mettere su un po’ di punk per coprire il rumore del futuro.

Ciò che metto in comune, possiede la dismisura della vita e frega la mia stessa morte.

Nel divenire che ci realizza, l’amore riscatta la fine di ogni cosa.
Colui che non muore almeno due volte, non ama.

Dove va il mondo? Cosa mordono i tuoi pensieri?
Sentirmi come la voce di un assedio. Vedere la carne del destino moltiplicare gli errori senza farti male. Uccidere ogni parola che resti sulla punta del mio cazzo.

Tu credi di poter possedere la mia voce tenendomi in bocca, ma ti sbagli:
l’amore ti schizzerà fino in gola rapinandoti di ogni poesia superflua.

2016

 

[ Illustrano il post alcuni dipinti di Malcolm T. Liepke. ]

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