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Se defalchi una morte dall’eternità
non per questo ottieni un destino.
Aprire un giorno a caso,
sfogliarlo con finto distacco,
trovarvi una frase nuvolosa che recita più o meno così:
il terzino sinistro fluidifica lungo la fascia e
mette in serio pericolo la trigonometria.
Non ci serve una strada maestra,
né tanto meno il plauso di chi legge.
Basta un piccolo segnalibro di saliva per
dare aria alle parole.

*

Una donna verosimile e un uomo salato fanno un
mare tascabile,
mentre una donna nevosa e un uomo alberato danno
asilo a qualche decina di pettirossi insurrezionali.
Checché se ne dica,
il pensiero non pensa e la
poesia non poetizza.
Possiamo quindi optare concretamente per la
perdita d’ogni misura.
(Poi venne la tenerezza
e il corpo si coprì di destini).

*

Io parto per
il paese dalle case impensabili
dove il ladro di porte mi passa accanto e
sorride come un grimaldello.

Occorre essere abbastanza vivi per morire e
abbastanza gioiosi per non volere che
la parola tenerezza possa perdersi nella
lista della spesa.

C’è sempre un’idea che non può suonare giusta in
questa società.
Dovremo quindi vestirla di trasparenze,
in modo da farla passare attraverso la
morte come la sposa d’aria del
prossimo germoglio.

La stupidità della nostra epoca consiste nell’avere
un cinismo tascabile,
un teatrino domestico per le più ricche mediocrità.
Nessuno può dire se
faremo a meno del dire
facendo la festa al silenzio.

*

Grandemente oscuro,
il giorno dei lavoranti eclissa i destini timidi.
Chi è che parla dal
fondo delle ore?
Colpo su colpo,
emerge una vicinanza, un’adiacenza,
qualcosa che potremmo chiamare ventura,
o che potremmo anche
non chiamare affatto.

La voce è fatta di rampicanti che cercano casa.

2015

[ Illustrazioni: Michał Mozolewski. ]

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