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«Sono nata ad Hampstead. Mia madre non gridava, così nessuno credeva che mi stesse partorendo. Più tardi andai in un collegio di suore. Dopo giravo in moto vestita di pelle. Poi presi dei sonniferi. Sentivo il bisogno di perdere…» M.F.

c’è dolcezza
nella tua bocca da ragazzina
e nelle perle che tieni
sul palmo della mano
ogni volta che tendi quella mano
non ti controlli e fantastichi
sei circonciso
agonizzante
flagellato
incoronato
crocifisso
trafitto quattro volte
il tuo sacro cuore sanguina
gocciola giù
le donne piangono ai tuoi piedi
dodici uomini ti guardano
dodici uomini ti desiderano
(nubi d’ammoniaca le tue ascelle)
una stella marina ti trema in pancia
e le frecce scoccano
vibrano scoccano
e i muscoli del cuore ti fanno male
un pesce ti schiaffeggia in volto
tu cadi e rotoli
nei cortili delle chiese
in uno scadente vestito nero
benedici la tua bocca calda e vergine
vorresti essere Giuda
e Cristo stesso
vorresti essere Maria Maddalena
l’unica donna
che fece piangere il redentore
eppure mi faresti ingoiare mandragora
come ostia sacra
per lasciarmi al sonno eterno.
Invece no. Non ti lascerò andare.
Non ti lascerò andare. no.
non lascerò che si secchi il miele
del tuo dolce dolce buco
non lascerò che la turba arrossisca ed ansimi
mentre porti la croce
non lascerò che le ragazze coi fiori ti sventolino
dietro un grosso carro funebre
non lascerò che le perle
si frantumino
dalla tua bocca di ragazzina

 

[Poesia tratta da Seventh Heaven, 1972. Traduzione di Carmine Mangone. N.B.: l’uso “particolare” di maiuscole, minuscole e punteggiatura è quello del testo originale. ]

 

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