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Carmine Mangone, Maldoror e la verità pratica, Ab imis, Laureana Cilento (SA), 2017, pp. 92, ISBN 9780244022273.

Isidore Ducasse (1846-1870), meglio noto con lo pseudonimo conte di Lautréamont, è stato l’autore più amato da surrealisti e situazionisti, preannunciando con la sua opera – I canti di Maldoror (1868-69) e Poesie (1870) – le invenzioni stilistiche e le istanze di rivolta delle avanguardie artistiche del Novecento. Il saggio di Mangone ne traccia la parabola biografica e ne sottolinea altresì le particolarità letterarie e teoretiche. Non solo. Usando Ducasse come pre-testo, l’autore inanella una serie di riflessioni su letteratura, scrittura, società, rivoluzione, verità, ecc., suggerendo al lettore una prospettiva insurrezionale dell’atto creativo, nonché un preciso approccio nei confronti della poesia, intesa qui soprattutto come raffinamento del saper vivere.

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Download gratuito della versione digitale: < Pochi amici Molto amore > < Internet Archive > < (un’anteprima su:) Google Books >

 

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Materiali di approfondimento:

— [pdf] Estratti in italiano delle Poésies di Isidore Ducasse:   < I >   < II >;

— [pdf] Scansione dei due fascicoli originari di Poésies (1870);

— [pdf] Una splendida edizione di Les Chants de Maldoror (1868-69), illustrata sontuosamente di L.L. de Mars;

— [epub] Edizione italiana contenente I Canti di Maldoror – Poesie – Lettere (N.B.: manca la settima lettera nota di I. Ducasse, la pubblicherò prossimamente su questo blog)

— [pdf] edizione digitale di Maldoror (testo originale in francese);

— [pdf] un numero della rivista Il vaso di Pandora (vol. XVIII, n. 1, 2010). Vi è contenuto il breve saggio Genio e follia: il caso Lautréamont” di Federico Pastore, il quale si rifà ampiamente ai miei lavori su Ducasse/Lautréamont.

 

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