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Alcuni brevi testi poetici tratti da Se questo si chiama amore, io non mi chiamo in alcun modo (Ab imis, 2018). Le immagini sono prese dal web.

 

 

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Si fa l’amore invece di lavorare.
Si scopa invece di fare l’amore.
Si dorme teneramente abbracciati anziché scopare.
Si segna direttamente la pelle anziché scrivere libri sull’amore.
Se poi si scrive un libro, lo si brucia,
oppure lo si gioca a morra con la vita acerrima.

(Quando morirò,
moriranno con me tutti i libri.
La mia parola è solo l’annuncio di
questa scomparsa e dei milioni di stelle che
vi ricadono senza posa).

 

 

*

Non trovo niente
di più erotico e bello che saperti al mondo.

La tua presenza mette in discussione
ogni riformismo poetico.

 

*

L’erba folle di uno sguardo,
la prossimità che invoca il germoglio,
la coscienza minata,
i sogni in calore,
la Via Lattea che ti cola dalle labbra,
un nido di costernazioni,
l’aria ruffiana del tuo culo.

Nel cuore della notte,
tutto ha un fragore gentile.
La mente si struscia contro la vita,
l’opacità dei corpi svanisce
e la chiarezza del divenire
si porta via ogni parola.

 

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