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Ho il piacere di presentare alle lettrici e ai lettori del mio blog alcuni degli ultimi testi di Grisélidis Real (1929-2005), scrittrice, pittrice e sex worker svizzera.

La poesia Mort d’un Putaine, di cui pubblico in appendice la riproduzione fotografica del manoscritto, è stata scritta dalla Real appena un mese e mezzo prima della morte.

Buona lettura.

[ testi originali | voce francese su Wikipedia | articolo su luccioleonline ]

 

 

De Profundis

I

In fondo
Giusto in fondo al ricordo
Marcisce la tua carcassa
Amore lacerato
Dai cani dell’ombra
Non si bara
Con la disperazione
Ti mangia il cuore
Più lentamente
D’un cancro
Nel profondo inferno
Della solitudine
Nuda
Sotto i ferri degli sguardi

II

Mi lancio nella notte
Come se gettassi un cadavere
In fondo a un pozzo
Così sfigurata
Per le grida
Da essere irriconoscibile
La mia carne sarà un’ombra
Tra le pietre
La terra una carezza
Immensa
Sul mio sesso offerto
Alle labbra della notte

III

Quanti morsi
mi hanno torturata
Quante bocche
hanno sputato su di me
Non so più
Chi sono
Io
Voi
Bestie affamate
Sazie
Degradate
Sono nuda
Senza pelle né ossa
Avvolta nei vostri desideri
Attaccati al mio corpo
Voi che mi succhiate il sangue
Fino all’alba

IV

Uomo del mio amore
Tu che mi hai trafitta
Con le tue parole
Aguzze
E violata coi tuoi occhi di selce
Anche tu un giorno
Sarai scorticato
Dall’avvoltoio dell’ombra
La tua gola sarà bucata
Il tuo petto schiacciato
Le viscere
Ti verranno strappate
L’ultima ora
Si abbatterà sulla tua bocca
Soffocandoti con le sue piume
La MORTE
Questo vecchio uccello rapace
Si scaglierà su di te
Per nutrirsi del tuo soffio
E cavarti quei tuoi occhi verdi

V

Ho tanto amato il tuo corpo
Da farlo divenire un fiume
Che gorgoglia nelle mie vene
Ho tanto amato la fonte
Stregata dalle carezze
E bruciata dai baci
Che fanno schizzare l’acqua
Del tuo sesso
Nella mia bocca amorosa
Da non avere sete
D’un altro oceano
All’infuori del tuo sangue
E fame di un’altra carne
All’infuori della tua
Verrò consumata
Solo dal fuoco delle tue mani
Che mi hanno ridotto in cenere
Nel deserto
Delle notti disabitate.


Morte di una Puttana

   A Gabrielle Partenza
   a tutte,
   a noi altre

Seppellitemi nuda
Così come sono venuta
Al mondo dal ventre
Di madre ignota

Seppellitemi intatta
Senza denaro senza vestiti
Senza gioielli senza fiori
Senza trucco senza addobbi
Senza velo senz’anello senza niente
Senza collana né orecchini d’oro
Senza rossetto né riga nera agli occhi

Col mio sguardo chiuso
Voglio vedere il mondo ridursi
Le stelle il sole cadere
La notte partire dalla sua origine
E seppellirmi nella sua bocca
Silente l’ultimo giaciglio
In cui stendermi infine solitaria
Come un diamante sporco di terra

Riposarmi e infine dormire
Dormire dormire dormire dormire
Senza mai più pensare a niente
Morire morire morire morire
Per raggiungerti madre mia

E ritrovare nel tuo sorriso
L’innocenza che mi è mancata
Una vita intera a cercarti
Per trovarti per poterti perdere
E dirti che ti amavo

Scritto di notte. Ginevra, 17 aprile 2005. Clinica Le Cesco.

 

[Traduzioni di Carmine Mangone]

 

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