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Tutta farina del mio sacco, testi e immagini (foto senza alcun filtro). Laureana Cilento, maggio 2018.

 

 

Togliere la società dalla bocca dei poeti. Pretendere un inferno per tutti i libri di merda. Vivere sempre all’altezza della migliore costernazione possibile.

Credo all’idea che può farsi di me un filo d’erba, una pietra, un raggio di sole mattutino; ma credo anche che vi sia un oscuro smarrimento in ogni illuminazione.

L’esistenza di ogni vivente è fatta di relazioni. La relazione è un movimento tra energie particolari che si addensano in un fare corpo, ma può anche essere una congettura, un “sogno” di quelle stesse energie tra i vuoti di potenza che stregano i corpi, le cose.

Il concetto di sublime non mi appartiene. Non sono un idealista, bensì un materialista che si muove al di qua dei valori sociali. Cerco la potenza della carne, degli elementi, non la bellezza della potenza.

Ho molto amato, molto letto, molto bevuto e molto battagliato. Sono contento? Sì, sono contento. Resto soddisfatto? No, non resto soddisfatto.

Dio, ormai, è un problema di retroguardia.

 

 

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