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La locuzione latina Manibus date lilia plenis, che significa letteralmente Versate gigli a piene mani, la si ritrova in Virgilio (Eneide, VI, 883).
Georges Bataille intitolò in tal modo la quinta parte di L’Expérience intérieure, opera pubblicata originariamente nel 1943 e poi riedita, accresciuta e come primo tomo della cosiddetta Somma ateologica, nel 1954. [Le illustrazioni che accompagnano l’articolo sono di Kaethe Butcher].

 

 

GLORIA IN EXCELSIS MIHI

Nel più alto dei cieli,
gli angeli, ne sento le voci, mi rendono gloria.
Sotto il sole, sono formica errante,
piccola e nera, una pietra rotola,
mi raggiunge,
mi schiaccia,
morta,
nel cielo
il sole infuria,
acceca,
io grido:
«non oserà»
osa.

 

 

*

Chi sono
non «io» no no
ma il deserto la notte l’immensità
cosa sono
che cos’è
deserto immensità notte idiota
presto un niente senza ritorno
e senza nulla aver saputo
Morte
risposta
spugna intrisa di sogno
solare
sprofondami
che io non conosca più
che queste lacrime.

 

 

*

Stella
la seguo
oh morte
stella di tuono
folle campana della mia morte.

 

 

*

Poesie
non coraggiose
ma dolcezza
orecchio di delizia
una voce di pecora urla
al di là va al di là
torcia spenta.

 

 

DIO

Alla ghigliottina (*)
io muoio tu muori
dov’è
dove sono
senza ridere
sono morto
morto e morto
nella notte d’inchiostro
freccia scoccata
contro di lui.

(*) Nell’originale: À la main chaude (Nell’argot dei malviventi, l’espressione “jouer a la main chaude” stava per “essere ghigliottinato”).

 

[ Traduz.: Carmine Mangone ]

 

 

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