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Vedere tutto nero per godersi le stelle. Intenerirsi con l’aurora. Sorridere al nuovo giorno invitandolo a entrare in casa per spartire il caffè e le contraddizioni più ingenue.

Se voglio prendermi cura del vostro affetto, dovrò nutrire il disappunto di quella poesia che non ha mai risposto alle mie stesse attese e tifare per l’entusiasmo sommario che scalda i nostri cuccioli di pensiero.

Un improvviso bisogno di semplicità mi colpisce al volto e mi fa bestemmiare la morte di un piccolo gatto lasciato sul ciglio della strada da questa immane tragedia che si chiama civiltà.

Uscite dal cerchio magico della salvezza. Oltraggiate il decoro. Rompete il timone delle abitudini e smarritevi fra le correnti della tenerezza. La vita è l’avventura che potete solo demeritare se dimenticate di perdonare l’Altro che è in voi.

In un tardo pomeriggio autunnale che si concede timidamente al buio, ammezzo un sigaro toscano e mi metto a fumare in faccia al vento.
Poco male per il barbagianni che stride dall’altra parte della casa: non ho mai avuto alcuna banderuola da difendere dentro il mio affetto per il mondo.

 

 

Contro la boria poetica di “paesologhi” e recuperatori della ruralità, io sono per lo spopolamento dell’interno, di qualsiasi interno (anche del mio, anche del vostro).
Abbiate quindi cura di lasciare la gratuità ai faggi, agli ontani, ai lupi, alle martore, al gatto selvatico. Accettate il consiglio del proletariato animale o dei lumpen vegetali: morite in guerra dentro le vostre città di merda e non state a preoccuparvi della materia vivente che vi seppellirà.

Ti accarezzo la pelle tempestata di lune – lune di Giove, lune storte, lune sempre nuove – e la flagranza del mio tocco è una di quelle avventure che ti devo.

Arriverà il giorno in cui ti stuferai delle mie parole, della mia poesia, e allora dovrò inventarmi una tana migliore per poter stare accanto ai tuoi sonni.
L’intimità, è il conseguimento dello spazio irredento tra il muschio e la pietra.

Un forte vento di ponente scuote gli ulivi e tiene in tensione i miei pensieri, eppure il mondo delle mancanze non riesce a toccare gli affetti di questa casa.
I desideri se ne stanno al caldo dentro la mia bocca, dentro la tenerezza di un’aspirazione, e non faccio che rammentarmeli sornionamente, uno dopo l’altro, uno sopra l’altro, in un’orgia di vento e vino rosso.

 

Dicembre 2019. Fotografie di Katerina Plotnikova.