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Nella fragilità dell’attimo, esistono gradazioni d’infinito che devi imparare a leggere per tenerti lontano dalla speranza.
Coniuga il tuo verbo con la decisione, ma non sposarlo.

In ogni figura della tenerezza c’è un assillo, un tono dominante, che scende a valle in cerca di germinazioni.gioia
La brezza del mattino ne accoglie le parole orfane e le concede all’intemperanza, alla lieta diserzione della speranza.
Un cenno. Una trasparenza sfacciata. Una parola in meno nella cicatrice dei nostri limiti.

Il fantasma di Hegel mi ricorda che il mio cane non ha mai visto il mare e che la poesia, in quanto unità immediata del senso con se stesso, è anche indifferente verso ogni indeterminatezza.
Avere per migliore amica un’idea terribile di gioia e sorridere con tutta l’intolleranza del divenire. Scavare sotto il cuore. Tifare per le indicibili sentenze di vita.

Le nuvole hanno cognizione del cielo? Lo sparviero ha mai paura del vento? Quale domanda posso porre all’amore senza temerne una morte patetica?
Mi verso da bere e le stanze calde della casa invitano la sera negli angoli bui della poesia. Intransigenza, intransigenza. A mani nude nella ricerca accorata che ci ricomincia.

Momenti della vita in cui non basta voltar pagina, ma occorre cambiar libro. La ricerca della gioia non è mai un lancio di dadi.
Se la principessa delle coccinelle delude la primavera, si dissoda la determinazione e si torna a cavalcare la vampa pellegrina.

Laureana Cilento, 16-18 luglio MMXX. Opera di Zeng-Chuanxing.