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L’evento

È giunto il tempo in cui bisogna annusare l’aria e costruire un territorio comune per poter toccare l’Altro, l’Altra, essere toccanti, e per ridare un senso a parole come attenzione, responsabilità, bellezza.
Se gli Stati e il capitale ci vogliono separati, isolati, trincerati nei nostri loculi di pensiero e nelle nostre gabbie di cemento, noi dobbiamo uscire allo scoperto e rimettere in gioco le nostre contraddizioni, il nostro desiderio.
Occorre costruire entusiasmi e pratiche comuni per dar vita ad esperienze compiute, a sprazzi di poesia compiutamente vissuta insieme agli altri. Poter dire a se stessi: «Ecco, sono vivo, sono viva, e quest’attimo m’appartiene, questo gioco è il mio, il nostro; vivere non è inutile, il mondo non mi fa paura».
In questa prospettiva di riappropriazione della propria unicità e delle proprie relazioni, la poesia è un tentativo di condivisione della bellezza, uno strumento di comunizzazione, un processo verso la compiutezza delle situazioni.
I libri, le opere dell’ingegno, sono solo delle tappe, mai dei traguardi. Segnano la via, aprono sentieri, rilanciano il viaggio.
Una simile attitudine (una simile presunzione) è alla base anche di Nostra Poesia dei Lupi, libriccino edito dall’ormai leggendaria Nautilus di Torino, i cui frammenti testuali vanno a formare un piccolo sommario di entusiasmi, gioie, contraddizioni, malinconie, sentenze di vita.
Nata tra gli ulivi del Cilento e dentro un amore particolare, l’opera in questione, attraverso una scrittura semplice, serrata, ma mai semplicistica, fatta di aforismi, versi e brevi riflessioni erotiche, anarchiche, ecc., si pone un obiettivo alquanto ambizioso: voler bene alla poesia ancora possibile del mondo e voler male a tutti i suoi nemici.
Ne parlerà l’autore il 27 settembre 2022 a Roma, presso i locali di Zazie nel metrò (via Ettore Giovenale n. 16, Pigneto, a partire dalle h 20:30). Per l’occasione, Mangone leggerà alcuni brani tratti dalle sue ultime pubblicazioni e si attarderà amabilmente a chiacchierare con le amiche e gli amici presenti.

L’autore

Carmine Mangone è nato a Salerno nel 1967. Agitatore poetico e punk anarchico, oggi vive solitario (ma non isolato) tra le colline del Cilento. Tra le sue ultime pubblicazioni: Vieni: tumulto, carezza (2019), L’insurrezione che è qui (2017) e Il corpo esplicito (2017). Ha tradotto inoltre dal francese Rimbaud, Péret, Mansour, Char, Vaneigem, Artaud e molti altri.