Poesia tratta da: Roberto Roversi, Le descrizioni in atto (1963-1973), I quaderni de Lo Spartivento, n. 1, Bologna, 1990 (pp. 64-66). Illustrazione: Ilaria Coppola.

TRENTESIMA DESCRIZIONE IN ATTO
I.
Vista col cannocchiale la battaglia appariva
lenta e pigri i combattenti che vi partecipavano.
L’azione continuerà – dice il generale – andiamo a colazione.
I politici non hanno interesse a cambiare il mondo
e le nuove spinte si propagano soltanto in apparenza mentre risucchiano adagio sopra una
riva sfasciandosi.
Gli artisti, come i politici, non hanno alcun interesse di cambiare il mondo
il mondo essendo così pertinente alle loro spalle. I miseri, genericamente
i poveri, gli oppressi
questi hanno interesse di cambiare il mondo
non hanno nulla da rimettere se non la povertà vecchia quando il mondo con dolore
si cambia. Eppure una è la verità in questi anni sessanta, ogni qualvolta
i poveri furono chiamati a scannarsi
per la guerra di lorsignori
puntuali si presentarono giovani con la rosa infilzata sul fucile
canzoni sulla bocca e
massacrarono
da una parte all’altra
fino
alla
conclusione.
Perché non considerarlo avanti di cavare squallide illazioni?
Dieci disertarono con onore al tempo della grande mattanza,
prima della fucilazione
un soldato pisciò contro il muro per un intero mattino
morì sorridendo maledicendo questa povera Italia.
Chi dice la verità sarà impiccato.
II.
Un paracadutista americano
della 101 brigata preme la canna
del suo mitra contro la testa d’una
anziana donna sud-vietnamita durante un interrogatorio condotto da un poliziotto del regime di Saigon.
Ci sono i mercanti i galantuomini (per così dire) i ruffiani
i ribaldi ci sono i cambiavalute
altri che non si possono neppure nominare
– tutti in un mazzo –
ci sono quelli che si toccano e gli altri sconosciuti
anche povere donne ci sono qualche ragazzo piuttosto triste (ingrugnato)
molti che muoiono di fame letteralmente.
Poi: teste tagliate su picche
picche con teste tagliate
e su tutte le picche povere teste sporche di sangue, legionari in posa, inchieste
televisive un documentario un certo X… che ha incasinato tutto, questo piccolo
mistagogo.
PARLIAMO DI RIVOLUZIONE
parliamo di rivoluzione davanti a un bel fuoco di legna
– della classe operaia integrata?
– della Russia che si è seduta?
– ascoltiamo cantare il dissenso a un milione per sera
– acquistiamo, perché si vende, il ritratto del Che a cento lire edito da Feltrinelli
che è l’editore dell’america latina come sappiamo:
questa copia l’attaccheremo nel bovindo o in un salotto sopra le poltrone.
Ormai le differenze fra uomo e uomo sono impercettibili
uno ha fame perché non mangia
l’altro perché vuole dimagrire.
Cappelli uguali e barba sguardi occhiali inflessioni dialettali omologhe
solo qualche bomba in più
che cade con discrezione.
PRINCIPIA ETHICA
ricerca generale su ciò che è bene.
La rivoluzione deve rifare l’uomo dalle budella
solo allora in chissà quale lontano futuro
dopo aver attraversato a nuoto i sette fiumi delle fiabe
potremo avere un nuovo amore.
Indispensabile