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Anarchico individualista, espropriatore, disertore, poeta autodidatta, Renzo Novatore (alias Abele Ricieri Ferrari) muore il 29 novembre 1922 in uno scontro a fuoco con i Regi Carabinieri.
Qui di seguito una sua nota apparsa sulla rivista “Iconoclasta!” (anno I, n. 12, 15 ottobre 1920, Pistoia, pp. 184-185), scritto che era una risposta alquanto sarcastica all’articolo «Polemica contro i “CONTRO-DIO”», apparso precedentemente sul n. 9 della stessa pubblicazione e firmato da un certo David Levi. L’illustrazione in fondo al post è il frontespizio di Al di sopra dell’arco, testo uscito postumo. Ho lasciato deliberatamente i refusi e gli errori ortografici dell’originale.

DIO. – Parto di fantasie malate. Abitatore di cervelli senili ed impotenti. Compagno e confortatore di spiriti rancidi nati alla schiavitù. Cocaina per isterici. Pillola per menti stitiche chiuse al sapere. Marsismo [sic] per cuori rammolliti.
Salute e forza a David Levi! (N. dell’aut.).
UMANITA’. – Parola astratta con senso negativo, gonfia di forza e priva di verità. Maschera oscena appiccicata sul viso turpe e laido di volgarissimi furbi per dominare il volgo grossolanamente sentimentale degli idioti e degli imbecilli.
PATRIA. – Ergastolo spirituale per semi-intelligenti, stalla dell’Imbecillità, Circe che tramuta in cani e porci i suoi adoratori. Bagascia dei suoi padroni e ruffiana dello straniero.
Mangiatrice dei suoi figli, calunniatrice dei suoi padri, schernitrice dei suoi eroi.
FAMIGLIA. – Rinnegazione dell’amore, della vita e della libertà.
SOCIALISMO: disciplina. Disciplina: ubbidienza. Ubbidienza: schiavitù ed ignoranza gravida di Autorità. Il Socialismo è un grosso corpo borghese contenente una volgarissima animaccia cristiana. È un impasto di feticismo, di settarismo e di vigliaccheria.
ORGANIZZAZIONI, CAMERE E SINDACATI. – Chiese per impotenti. Monte di pietà per pidocchi e stracci.
Molti vi sono affigliati per vivere parassitariamente alle spalle dei loro gonzi compagni tesserati. Parecchi per fare la spia. Qualcuno, i più sinceri e credenti, per andarsene in galera ad espiare la vergognosa vigliaccheria di tutti. Il grosso della massa, per pagare, sbadigliare ed attendere.
SOLIDARIETA’. – È il macabro altare sul quale i commedianti d’ogni risma salgono a mettere in evidenza le loro qualità sacerdotali, e a recitare abilmente la loro messa. È qualche cosa che il beneficiato non paga mai meno del cento per cento in più della vergognosa umiliazione.
AMICIZIA. – Fortunato colui che ha potuto bere a questo calice senza sentirsi lo spirito offeso e l’anima avvelenata. Se uno di quegli uomini esistesse lo pregherei caldamente a volermi inviare la sua fotografia. Sarei quasi certo di vedermi giungere la faccia di un’idiota.
AMORE. – Frode della carne a danno dello spirito. Malattia d’anima, atrofizzamento del cervello, sdilinquimento del cuore, corruzione dei sensi, menzogna poetica in cui mi ubriaco due o tre il volte giorno [sic] ferocemente per poter consumare più presto questa mia cara e pur così stupida vita.
E poi, in fondo in fondo, preferisco essere ucciso dall’amore. È l’unico farabutto – dopo Giuda – che sappia uccidere ancora con dei baci.
UOMO. – Un sudicio impasto di schiavitù e di tirannia, di feticismo e di paura, di vanità e di ignoranza.
La più grande offesa che si possa dare a l’asino credo che sia quella di chiamarlo uomo.
DONNA. – La più brutale tiranna di tutte le bestie schiave. La più grande vittima che striscia sulla terra. Ma la più colpevole – dopo l’uomo e il cane – meritevole di tutti i suoi guai. Sarei davvero curioso di sapere che cosa pensano di me quando le bacio…
O ciniche prostitute, o espropriatori audaci, ergetevi voi sopra la putredine ove il mondo sta immerso e fatelo impallidire sotto la luce perversa dei vostri grandi occhi profondi. Voi siete i fiori più belli che oggi il sole bacia. Voi siete di un’altra razza. E l’anima vostra è un canto. Un sogno è la vostra vita. Scardinate il mondo o libere prostitute, o espropriatori audaci. Io canterò per voi. Il resto è fango.



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