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PhilippIgumnov1



Il movimento non è erranza, bensì decisione nel trovare una propria andatura, una propria consonanza lungo il percorso che ci conduce all’intesa.
Posso perdere un battito, ma non la continuità del ritmo che mi unisce all’esistente.
– Respirare il desiderio. Toccarti nel vivo delle mie stesse aperture. Vivere insieme a te la forza, l’avvenenza dello spalancamento, non le feritoie del pensiero.

Dal momento che non ho alcuna bandiera cui tener fede, troverò sempre dei compagni che si uniranno a me.
Insieme, risponderemo all’esigenza di una critica, di uno sganciamento dal processo che virtualizza la vita, rintracciando nella nostra unione un cammino, un filo che potrà essere nostro perché è già stato di tanti altri: filo che nessun attacco è riuscito a spezzare e che noi, assumendo le sue invarianze, porteremo ancora più lontano.


11-12 maggio 2012. Frammento confluito nella terza sezione di Quest’amante che si chiama verità (Gwynplaine, 2014). L’illustrazione è un’opera del moscovita Philipp Igumnov.

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