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Nel dicembre 2006, al tavolo di una pizzeria cagliaritana, nasce il progetto PNG.
In origine l’acronimo stava per Persona Non Grata, ma un paio d’anni dopo, l’aggettivo “Grata” lascia il posto a “Governabile”, rendendo così molto più chiari, a mio avviso, gli orientamenti particolari e gli intendimenti comuni che hanno portato alla nascita del gruppo.
In realtà, nel caso di PNG, parlare di gruppo è del tutto improprio, visti l’assoluta mancanza di regole gestionarie a monte del progetto e, soprattutto, dati i vari flussi esistenziali e teorici dei tre componenti, flussi che evitano deliberatamente ogni caduta negli abusati clichés della formazione “musicale” o del collettivo culturale.
Di certo, c’è stata però una rigorosa volontà, fin dall’inizio, a smarcarsi dai luoghi comuni destrorsi dell’ambiente industrial (facciamo noise-industrial, veniamo quindi emozionalmente da quel milieu e, ancor prima, dal punk), sia attraverso l’uso di un’iconografia inequivocabile, e di matrice tendenzialmente anarchica, sia attraverso testi poetici e simil-poetici che si pongono lungo una china che potremmo qui definire, per comodità, stirneriana, benché Max Stirner sia beninteso solo uno dei tanti numi che stregano le nostre menti e i nostri cuori – e la lista comune sarebbe lunga; io ci metterei, alla rinfusa: Lautréamont, Ballard, Burroughs, i surrealisti, i Coil, i Throbbing Gristle, Artaud, Bataille, Durruti, Machno, i Crass, ecc.
Partendo proprio da Stirner, non ci si allontanerebbe poi molto dalla verità dei rapporti in gioco se si definisse Persona Non Governabile un’unione di egoisti, ossia un combo di amici fraterni, che condividono parole, esperienze, scazzi, vino, rumori e quant’altro da oltre 13 anni. Una sorta di grande e affettuoso contenitore, dove abbiamo messo un pezzetto importante delle nostre vite. Un esperimento di comunizzazione anarchica, insomma, se mi concedete la formula.


Bisogna anche dire che PNG si è materializzata raramente dal vivo. Colpa senz’altro del Mar Tirreno che divide uno dei suoi membri (ossia chi scrive) dagli altri 2/3 (Roberto Belli, aka nihilNONorgan, e Systems Shutdown, noto anche come Magnetica Ars Lab, entrambi già membri di Machina Amniotica), ma anche sostanzialmente per la fondamentale umoralità alla base del progetto. In altre parole, facciamo le cose quando ci va di farle e quando possiamo architettarle a modo nostro, il resto non c’interessa poi molto. Ecco perché le nostre apparizioni dal vivo sono state meno di dieci (sette, se la memoria non m’inganna) ed ecco perché non abbiamo mai registrato nulla di serio (chissà, forse i prossimi anni potrebbero portare alla prima release “ufficiale” di PNG).





Detto questo, qui trovate una bella manciata di foto, una traccia audio d’atmosfera (decisamente atipica, mancando i rumori che caratterizzano abitualmente il nostro approccio) e l’unico video esistente su YouTube, risalente al concerto tenuto il 16 novembre 2007 al Titty Twister di Selargius (CA).
Ma intendiamoci: questa non vuol essere un’involontaria autostoricizzazione, o almeno non intende ridursi a questo. Abbiamo infatti ancora tutto un divenire, un groviglio comune di desideri, idee e propositi da formulare, da vivere; e non abbiamo alcuna intenzione di abbassare i volumi di questo rumore di fondo dell’umanità che ci portiamo dentro. Les jeux ne sont pas faits.

[ Carmine Mangone, 19 ottobre 2012 ]

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