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Dal 28 giugno al 28 luglio 2013, a Genova, le Sale del Munizioniere di Palazzo Ducale ospitano la mostra d’arte contemporanea Le Latitudini dell’Arte – Finlandia e Italia.
La mostra, organizzata dall’associazione ART Commission, è curata da Alberto Ferretti, per quanto riguarda gli artisti finlandesi, e da Virginia Monteverde per ciò che concerne quelli italiani.
In tale cornice, una mia cara amica, l’artista francese Lory Ginedumont, ha presentato un’installazione dal titolo Mon lit, per la quale ho scritto un breve testo di accompagnamento in italiano:

Ci sono letti che si sfogliano come un libro. E ci sono libri in cui finiamo per adagiarci quando occorre sabotare il sonno della ragione.
Ogni cambio di lenzuola: un capitolo, una nuova eventualità. Le note a piè di pagina sono invece rimandate ogni volta al successivo risveglio, finché morte non ci separi dal lèggere il corpo di chi si stende accanto a noi senza prestar giuramento ai nostri incubi.

Il mio già letto, il mio ancora da lèggere. Tutto questo pensiero spiegazzato e candidamente sporcato, come se si fosse sempre in credito di un sogno, di una parentesi che allontani la morte.

Eppure, l’illeggibile che si stende con noi senz’alcuna distensione – la morte, la battaglia amorosa dei corpi, la febbre –, ci trascina verso l’apertura, verso ciò che noi ci ritroviamo puntualmente ai piedi del letto quando il sogno cessa e ricomincia la materia. [Carmine Mangone]

 *   *   *

Lory Ginedumont cresce a Parigi, città che fa nascere in lei la passione per l’arte. Dopo gli studi alla Sorbona, si trasferisce a Genova negli anni ’80. Vive successivamente per alcuni anni tra Roma e Firenze. Di ritorno a Genova, si iscrive all’Accademia ligustica di belle arti. In seguito all’incontro col critico d’arte Pierre Restany, il suo lavoro viene presentato ad ARTissima di Torino. Negli ultimi anni, è stata presente in diverse mostre collettive e rassegne d’arte. Attualmente le sue opere consistono in piccole installazioni, miniature, che formano un mondo minuscolo, destinato a raccontare il suo vivere giorno per giorno il proprio intimo percorso di vita, come nell’installazione MON LIT.
P.S.: Il suo pseudonimo si rifà ovviamente alla celebre tela L’Origine du monde del pittore comunardo Gustave Courbet.


bozzetti1_loryginedumont



Qui di seguito alcuni testi e bozzetti di Lory, relativi alla genesi e agli sviluppi dell’installazione Mon lit. Le traduzioni dal francese sono mie.




Mon Eune Ekho
Dans le royaume de mon lit, je suis la reine.
Mon coussin;
mon étendard, mon bouclier, mon conseiller, Mon Eunuque.
Il se plie sous mes liens,
il est mon chien, mon esclave,
il se plie sous mes ordres et obéit à tous mes désirs.
Je le tiens, il est mien, il m’appartient.
Dans Mon lit/royaume,
je lie et délie les langues des hommes drapés dans de lourds draps noirs
toutes les nuits
dans mon lit.

[Il Mio Euno Ekho / Nel reame del mio letto, son la regina. / Il mio cuscino; / il mio stendardo, il mio scudo, il mio scudiero, il Mio Eunuco. / Egli si piega ai miei legacci. / è il mio cane, il mio schiavo, / si piega ai miei ordini e obbedisce a tutti i miei desideri. / Lo possiedo, è mio, mi appartiene. / Nel Mio Letto-reame, / io lego e sciolgo le lingue di quegli uomini avvolti in pesanti lenzuola nere / ogni notte / dentro il mio letto.]

*

Mon Lit prison,
m’emprisonne dans les plis de mes draps,
barreaux de mes cauchemars.
La clef de mes rêves à la main
les plis/barreaux
m’empêchent d’ouvrir.

[Il mio Letto prigione / m’incarcera tra le pieghe delle mie lenzuola, / sbarre dei miei incubi. / Con la chiave dei miei sogni in mano / le pieghe-sbarre / m’impediscono di aprire.]

*

Les plumes de mes coussins se transforment en ailes noires.
Les draps se soulèvent se déplissent et se lissent, draps volants,
mais avant même de prendre mon envol
je retombe dans mon lit seule avec mon chagrin, oubliée,
toutes les plumes éparpillées
autour de mon lit.

[Le piume dei miei cuscini si trasformano in ali nere. / Le lenzuola si sollevano si spiegano e si lisciano, lenzuola volanti, / ma prima di spiccare il volo / ricado nel mio letto, da sola con la mia tristezza, immemore, / con tutte le piume sparse / intorno al letto.]


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