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Lory-Ginedumont-Tumulto-reale



Ho donato a Francesco Marotta e agli amici del sito La dimora del tempo sospeso (che qui ringrazio di tutto cuore) una mia breve raccolta inedita di aforismi, note poetiche et similia. Scritture che risalgono al 2009 e che ho rivisto più volte negli anni scorsi, lasciandole a macerare, se così si può dire, in un angolo della mia vita.

Intendiamoci, questi frammenti non sono affatto degli scarti. Anzi, risultano da una vera e propria decantazione, da un’asciugatura del verbo, o, per meglio dire, da progressive e amorose potature del superfluo. D’altronde, come ho già scritto da qualche parte, non esistono opere minori per chi fa del proprio movimento l’opera omnia.

I temi sono gli stessi di sempre (l’amore, la carnalità, ecc.) e forse vi sembrerò ormai ripetitivo. La cosa non mi cruccia per niente. Dovete sempre tener presente che «l’amore ha scandito quella tensione verso un’unitarietà delle mie esperienze che, in questo mondo di frammenti, tutte le volte che si è affermata, è stata il solo fattore a darmi la netta impressione di essere davvero vivo» [La qualità dell’ingovernabile, 2011].

Buona lettura.


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In copertina: Lory Ginedumont, Tumulto reale, 2006, tecnica mista (matita, collage, acrilico).

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«(…) Scrutare nel mio disincanto. Fare l’inventario delle delusioni. Accatastare in un angolo tutti i cattivi propositi, per poi dar loro fuoco, beandomi delle faville che siamo stati. Un modo tutto mio per purificare l’aria e seguitare a credere nel flusso – a credere in ciò che rimane e a condividere i miei giorni con chi resiste, persiste, s’innamora, s’addolora, con chi contorce e si torce contro la durata stessa delle cose.

Diventare un poeta irrimediabile.»



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