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Pierre Molinier – La Communion d’amour 1968-1971



Io credo solo nei baci e nella logica del colpo su colpo.

Nonostante le ripetizioni dettate dalla vita e dalla durata che in essa si imprime – con ritornelli ineludibili come la morte o come il libro che finisce banalmente all’ultima pagina –, ogni nuovo giorno presenta ai miei occhi (e alle mie mani) pur sempre uno spazio per l’azzardo, una possibilità di esplosione, e non tanto a discapito della sopravvivenza minima comune, della quale mi curo il giusto, bensì a favore di un abbattimento delle distanze tra me e le labbra del mondo.

L’amore è una compresenza di tenerezza e di forza. Né armonia, né tanto meno ricerca di equilibrio, esso serba la dinamite dell’ingovernabile. È quindi una δύναμις, un esperimento costante di potenza, un oltre piantato testardamente nel presente.

Se la vita è vana, lo è anche la parola della morte, ivi compresa quella che vuole stabilire un’idea di necessità (di fissità) sul piano degli affetti.

Il sacro è una delocalizzazione della gioia?

Si può essere distanti, ma in accordo, senza delusione, poiché vi è una relazione in cui la forza può diventare prossimità al di là di ogni giudizio.

Il mio abbozzo di pensiero – che è sempre un donare, un rilasciare spore – mira ad escludervi, ma solo per indurvi ad abbandonare la povertà del normale e ad estinguere la paura sociale dell’indeterminato.

Prima che tu muoia, il tuo Io già ti uccide diverse volte al giorno.

Ci sono momenti in cui occorre salvare l’amore dalla sua sventura di poesia. – Ci toccherà riprendere e portare a termine con dovizia l’opera di distruzione.

C’è un silenzio che frena la rottura e che dev’essere accantonato. Il disordine delle voci è la quintessenza di ciò che sfugge alla norma e che la Legge, malgrado l’imbrigliamento statuale della parola, non può sottrarre all’abisso dei poeti-nomadi.

È ancora da provare che esista una fine.

Non devi mai chiederti perché fai una cosa (ad esempio: scrivere), bensì per chi la fai.

I nichilisti sono la merda residua della religione, il legno marcio della croce, gli incapaci di gioia per partito perso.

La gioia è l’indiscrezione sovrana nei confronti della morte.


Prima serata del 3 agosto 2014. In alto: Pierre Molinier, La Communion d’Amour (1968-’71).

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