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kgogou

 

 

Quel che temo di più
è diventare “un poeta”…
chiudermi in stanza
a guardare il mare
e dimenticare…
Temo che i punti sulle vene potrebbero guarire
e, per non avere ricordi sfocati di notizie al telegiornale,
potrei scarabocchiare fogli e vendere “le mie opinioni”…
Temo che chi ci calpesta giunga ad accettarmi
in modo da potermi usare.
Temo che le mie urla possano divenire un soffio
e servire ad addormentare la mia gente.
Temo che potrei imparare metro e ritmo
e restare intrappolata così al loro interno
nel desiderio che i miei versi diventino canzoni popolari.
Temo che potrei acquistare un binocolo per avvicinarmi
alle azioni di sabotaggio cui non parteciperò.
Temo di stancarmi – facile preda per accademici e preti –
e trasformarmi in una “femminuccia”…
Hanno i loro metodi…
Possono usare la routine, ti ci abitui,
ci hanno trasformati in cani:
ci ammirano mentre abbiamo vergogna perché siamo senza lavoro…
ci ammirano mentre restiamo fieri pur essendo disoccupati…
Ecco com’è.
Acuti psichiatri e sbirri schifosi
ci aspettano all’angolo.
Marx…
Mi fa paura…
La mia mente accantona anche lui…
Questi bastardi… Van tutti criticati…
Cazzo! Non riesco più a finire ‘sto testo…
Forse… Forse un altro giorno… eh?…

 

[Traduzione: Carmine Mangone. Altri materiali su Katerina si trovano QUI. La canzone di Cesare Basile è ispirata e dedicata alla figura della poetessa anarchica greca.]

 

 

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